La storia e le sue curiosità

Ogni storia ha qualche testo d'ispirazione; sapere quali è sempre una mia curiosità.

Uno dei libri che ha ispirato questa storia, soprattutto nelle riflessioni di uno dei suoi protagonisti.

Sono sicuro che ognuno di noi si è chiesto almeno una volta cosa penserebbero e sentirebbero le persone a noi care se, da un giorno all’altro, morissimo. Non ditemi che nessuno di voi ha mai avuto questa curiosità. E quanti di noi vorrebbero partecipare al proprio funerale per vedere cosa accade, chi ci piangerebbe e cosa verrebbe detto?

Ecco le domande intorno alle quali è nata la storia di Nell’orizzonte degli eventi. Pochi personaggi, perlopiù familiari del grande assente (come ho scritto altrove, il primo titolo di questo testo doveva essere I presenti e l’assente), ruotano intorno all’evento principale. La morte, questa grande potenza oscura capace di trasformare un essere vivente in un corpo freddo e marcescente (ricordate il discorso del Dr. Manhattan in Watchmen? “Un corpo vivo e uno morto contengono lo stesso numero di particelle. Non c’è alcuna differenza sostanziale in quanto a struttura”), possiede in sé una forza d’attrazione tale da impedire ogni fuga, ogni allontanamento dalla propria orbita. Distorce tutto e tutti, impedendo di leggere la realtà per quello che è.

Il morto sono io, ovviamente. E come morto non soffro, non ho curiosità alcuna. Sono i vivi a farsi carico delle sofferenze. Sono i vivi a patire il peso dell’esistenza. Sono i vivi che portano avanti la storia dei morti.

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